della costanza e del grano saraceno

“Scostante! Avrebbe buone capacità ma…non si applica!”. Questo è il tipo di cose che gli insegnanti dicono quando gli studenti non fanno i compiti a casa, ed è il tipo di cose la voce della mia coscienza mi mette in testa ogni tanto. In giorni come questi, ad esempio, in cui non solo è stato difficile ritagliarsi del tempo in cucina per fare qualcosa di nuovo, ma è stato ancora più difficile fermarsi un attimo e mettere giù due pensieri per il blog. Anche perché, sebbene siamo in due ad occuparci di orto e cucina, chi ha il compito e il piacere di scrivere sono io soltanto (ce la posso fare!).

Se siete blogger non professionisti, so che capirete. Ma ora passiamo ai fatti: l’ingrediente principe in cucina questa settimana è il grano saraceno. In realtà lo usiamo quasi sempre, soprattutto per fare il pane, perché in moderata quantità arricchisce l’impasto di un aroma un po’ “selvatico”, direi rustico, ecco, così come il colore. Questo è un pane fatto con lievito madre, metà della solita miscela di farine e metà grano saraceno, più qualche semino di sesamo.

pane grano saraceno

Che non si tratta in realtà di un grano, ma del seme di un’erbacea lo saprete certamente, come molti degli pseudo-cereali che compongono la dieta senza glutine (quinoa e amaranto ad esempio). Oltre al pane l’utilizzo ideale del grano saraceno è nelle frolle, soprattutto nelle crostate di frutta, perché il suo sapore aromatico si sposa bene con quello acidulo di una marmellata. Questa volta avevamo per le mani una busta di frutti di bosco surgelati, che andavano assolutamente consumati. Dato che non erano esattamente dolcissimi, abbiamo deciso di farne marmellata, e questa è la storia della crostata di frutti di bosco. Ma, attenzione! colpo di scena: non c’è burro in frigorifero, è sera, tutto chiuso. Ricerca folle in rete di una ricetta di pasta frolla senza burro (perché nei nostri libri di Igino Massari è impensabile, eresia!). Ovviamente ce ne sono di diverse, ma alla fine facciamo come sempre nei momenti di crisi, ovvero a sentimento. E niente, era buona, non si sbriciolava e il sapore dell’olio gradevole tutto sommato. E poi la mattina dopo è stato davvero un piacere svegliarsi per fare colazione.

crostata frutti di bosco

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One thought on “della costanza e del grano saraceno

  1. Trovo il saraceno un ingrediente sorprendente, lo hai mai provato in chicchi ammollato e frullato per fare impasti, un sapore che non ti aspetti molto diverso dalla farina, due versioni così diverse e così buone di uno stesso prodotto……

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